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Avvertenza sul rischio: I CFD sono strumenti complessi e presentano l'elevato rischio di perdere denaro rapidamente per via della leva. L’83% dei conti degli investitori retail perde denaro quando scambia CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se sei in possesso delle conoscenze sul funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di affrontare l'elevato rischio di perdere i tuoi soldi. Clicca qui per leggere la nostra Informativa sul Rischio completa.

Il 79% dei conti degli investitori retail perde denaro quando scambia CFD con questo fornitore.

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Stocks Back in the Spotlight After Achieving New ATHs

Borse di nuovo sotto i riflettori dopo i nuovi massimi storici

Con tutto il recente clamore legato all’aumento dei prezzi del petrolio, si potrebbe perdonare agli investitori di aver distolto per un attimo lo sguardo dal mercato azionario statunitense. Ma, a conferma del vecchio adagio «se guardi la pentola l'acqua non bolle mai», dall’inizio del conflitto Iran-USA sia l’S&P 500 sia il Nasdaq 100 sono riusciti a sfondare diversi livelli di resistenza locali, segnando nuovi massimi storici in più occasioni. Il 20 maggio si attestavano rispettivamente a 7.432,97 e 29.297,70. Dal 30 marzo, i rispettivi rialzi sono del 17% e del 27%, annullando tutte le perdite del primo trimestre e portando entrambi gli indici a una performance a doppia cifra da inizio anno.

Naturalmente, dietro il recente rally non c’è solo una semplice distrazione degli investitori: si tratta infatti del risultato di diversi fattori convergenti che agiscono insieme. Oltre al ritorno dell’ottimismo sull’IA già visto nel periodo post-pandemico, si registrano anche un’accelerazione dell’inflazione dovuta alla crisi petrolifera, che riduce i rendimenti reali, e dati economici migliori del previsto, che rafforzano la fiducia degli investitori negli Stati Uniti. L’insicurezza geopolitica e una Federal Reserve dal tono neutrale continuano a fare da contrappeso, ma anche le aspettative di un imminente accordo di pace e di un orientamento più accomodante della politica monetaria stanno giocando a favore delle azioni.

È l’economia

A livello fondamentale, uno dei principali motori dei recenti rialzi dell’azionario USA è stata la tenuta degli utili societari e la crescente fiducia degli investitori nella capacità dell’economia statunitense di sopportare una politica monetaria restrittiva senza scivolare in recessione. Per gran parte di questo mese, l’S&P 500 si è mosso nell’area 7.400-7.500, mentre il Nasdaq 100 ha superato la resistenza chiave dei 26.000 già a metà aprile. Sembra quindi che i mercati stiano scontando sempre di più la prospettiva di un «atterraggio morbido» per l’economia statunitense, nonostante le persistenti tensioni nello Stretto di Hormuz. Gran parte di questo recente ottimismo è stato alimentato da dati macroeconomici superiori alle attese, in particolare sul fronte del mercato del lavoro.

I recenti dati sui non-farm payrolls hanno mostrato che l’economia statunitense ha creato circa 175.000-180.000 posti di lavoro a marzo e 115.000 ad aprile, più del doppio delle previsioni, mentre la disoccupazione è rimasta relativamente bassa, intorno al 4%, nonostante i tassi elevati. Anche la crescita salariale resta solida, con la retribuzione oraria media ancora in aumento di circa il 3,5% su base annua, continuando così a sostenere la spesa delle famiglie e l’attività economica nel suo complesso. Gli investitori hanno interpretato la resilienza dell’occupazione e della domanda dei consumatori come prova del fatto che la redditività aziendale può reggere anche con costi di finanziamento ancora elevati. La crescita degli utili dell’S&P 500 nel primo trimestre si aggira attualmente intorno al 27-29% su base annua, con oltre l’80% delle società che hanno pubblicato risultati superiori alle attese degli analisti. Allo stesso tempo, l’attenuarsi dei timori di un’escalation più ampia delle tensioni in Medio Oriente e una certa stabilizzazione dei prezzi del petrolio hanno contribuito a migliorare il sentiment generale del mercato dopo le precedenti preoccupazioni per shock inflazionistici legati all’energia. Sebbene la Federal Reserve abbia mantenuto un tono prudente sui tassi d’interesse, gli investitori credono sempre più che il ciclo di inasprimento si stia avvicinando alle fasi finali, soprattutto dopo la nomina di Kevin Warsh, scelto da Trump per la presidenza della Fed.

L’IA continua a trainare

Il secondo grande motore di questo nuovo rally è stato senza dubbio il continuo aumento degli investimenti nella tecnologia e nell’IA, che ha concentrato sempre più la leadership di mercato in un gruppo relativamente ristretto di società mega-cap. Nonostante i continui discorsi su una possibile bolla, gli investitori hanno continuato a riversare capitali nei titoli legati ai semiconduttori, al cloud computing e alle infrastrutture, nella convinzione che la spesa per l’intelligenza artificiale resterà uno dei temi dominanti dei mercati globali nei prossimi anni. Società come Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta Platforms dovrebbero destinare complessivamente centinaia di miliardi di dollari alle infrastrutture per l’IA e all’espansione dei data center, mentre gli analisti stimano che la spesa in conto capitale globale legata all’IA potrebbe superare i 700-800 miliardi di dollari entro il 2026. Questo ha contribuito ad alimentare un nuovo forte rialzo dei titoli dei semiconduttori, con il Philadelphia Semiconductor Index in netto aumento in vista delle principali trimestrali dei grandi produttori di chip.

Nel frattempo, il calo dei rendimenti dei Treasury ha sostenuto anche i settori a più alta crescita dopo la precedente volatilità legata ai timori sull’inflazione. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è tornato sotto il 4,6% dopo essere salito temporaneamente all’inizio del mese. Se si considera anche l’inflazione superiore all’obiettivo registrata a causa della guerra in Medio Oriente (3,8% ad aprile), un tasso reale inferiore all’1% non fa che rafforzare l’appetito per il rischio sui titoli tecnologici e rendere le azioni in generale più attraenti per gli investitori di tutto il mondo. I flussi strutturali verso fondi indicizzati ed ETF hanno fornito un ulteriore supporto, favorendo in particolare le società più grandi che dominano gli indici di riferimento. Tuttavia, il rally si è fatto sempre più concentrato, lasciando la performance complessiva del mercato fortemente dipendente dalla tenuta della crescita degli utili e dall’entusiasmo degli investitori per il settore dell’IA. Questo non è necessariamente motivo di preoccupazione per chi investe in indici come il Nasdaq 100 e l’S&P 500, ma il loro forte peso relativo espone le valutazioni a qualsiasi correzione significativa nel comparto dell’IA.

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